L’Altra Modernità è la più aggiornata ricostruzione storica di cosa fu l’Arte metafisica creata da de Chirico e Savinio nei nove anni tra l’autunno del 1909 e la fine del 1918, trascorsi a Milano, Firenze, Parigi e Ferrara. Questa ricostruzione, frutto di un lavoro e di una riflessione di oltre quarant’anni, mette in rilievo la profonda differenza tra metafisica e Avanguardie e la sostanziale estraneità, se non da un punto di vista stilistico, tra le espressioni pittoriche di de Chirico e quelle dei momentanei epigoni, come Carrà e Morandi. Nella parte finale si espongono anche, in breve, i contrasti, le differenze e le non poche affinità col Surrealismo. La tesi fondamentale del libro è che de Chirico creò una “pittura non pittura”, sostanzialmente concettuale, una nuova forma di “pittura letteraria” che riuscì a detronizzare il formalismo e la critica formale, in sostanza “uccidendo” la pittura per darle nuova vita su piani intellettualmente più vasti.
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L’Altra Modernità è la più aggiornata ricostruzione storica di cosa fu l’Arte metafisica creata da de Chirico e Savinio nei nove anni tra l’autunno del 1909 e la fine del 1918, trascorsi a Milano, Firenze, Parigi e Ferrara. Questa ricostruzione, frutto di un lavoro e di una riflessione di oltre quarant’anni, mette in rilievo la profonda differenza tra […]