Brera ha messo il turbo!

Notizie davvero confortanti quelle che emergono dal “Report 2017” pubblicato da Brera.

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Notizie davvero confortanti quelle che emergono dal “Report 2017” pubblicato da Brera, una sorta di bilancio complessivo e non finanziario che rende conto delle numerose iniziative svolte nell’anno passato.

In particolare colpisce il dato sui visitatori: oltre 370.000 nel 2017, con un incremento di ben l’8,7% rispetto al 2016. Prosegue dunque il trend positivo inaugurato dalla gestione del Direttore, James Bradburne, al timone del museo dal 2015, trend che registra un tasso di crescita medio annuo del 10,6%, con un aumento di oltre 120.000 visitatori.

Nel panorama nazionale, dominato al primo posto dagli Uffizi, Brera ha letteralmente scalato la classifica, posizionandosi oggi all’8 posto. Il merito è sicuramente da attribuire alla multiforme attività messa in piedi dal
Direttore, che va dal nuovo sito, (modernissimo, dalla grafi ca accattivante, visitato da 1500 utenti al giorno), alle piccole ma curatissime esposizioni come i “Dialoghi”, giunti ormai alla settima edizione; dai concerti di “Brera in musica”, con le aperture straordinarie del giovedì sera, alle mostre della Biblioteca Braidense, dalla fitta attività didattica dei servizi educativi (comprendente pubblicazioni, anche destinate ai bambini), ai restauri, giunti a interessare 300 opere.

La “Bottega Brera”, il nuovo museum shop, si allinea a quelli dei grandi musei internazionali proponendo, accanto ai libri e al consueto merchandising, prodotti originali, non reperibili in nessun altro luogo, come il profumo “Rosa di Brera”, nato sulla scia dell’omonimo premio, istituito nel 2017 e assegnato ogni anno ad una personalità che si è distinta nel sostegno alla Pinacoteca. Di prossima apertura inoltre il “Caffè Fernanda”, negli spazi dell’ex bookshop al primo piano, dedicato alla mitica ex sovrintendente Fernanda Wittgens.

Ma al primo posto indubbiamente si colloca la tenace operazione di riallestimento delle sale, ormai giunta quasi al termine (nuovi colori alle pareti, didascalie finalmente leggibili, un funzionale apparato di illuminazione, e molti dipinti, che languivano nei depositi, finalmente esposti), che ha dato esiti davvero spettacolari, conferendo al museo un’allùre pienamente internazionale.

A tutto questo gli Amici, sotto la guida del Presidente Aldo Bassetti, hanno dato un contributo importante, che il Direttore non manca di sottolineare in ogni occasione, compreso nel Report. (A.N.)

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