Statuto

dell'Associazione Amici di Brera e dei musei milanesi

L’Associazione è stata costituita con atto 21 dicembre 1949, n. 13108 rep. Dr. Virgilio Neri, notaio in Milano, ivi registrato il 10 gennaio 1950 al n. 13625, vol. 913.
E’ iscritta nel Registro delle Persone Giuridiche presso la Cancelleria del Tribunale di Milano in data 28 marzo 1997, n. 1544, vol. 65, pag. 243.
Il presente Statuto, approvato dall’Assemblea dell’Associazione il 16 giugno 1998, sostituisce quello approvato il 16 luglio 1996 ed è stato registrato all’Ufficio del Registro Atti Pubblici di Milano il 29 giugno 1998.

 

STATUTO

ART. 1.E’ costituita in Milano l’ASSOCIAZIONE DEGLI AMICI DI BRERA E DEI MUSEI MILANESI, regolata dal presente statuto e, in quanto non disponga, dal codice civile e dalle leggi vigenti.

 

ART. 2. L’Associazione ha lo scopo di accrescere il patrimonio artistico della Pinacoteca di Brera e dei Musei civici milanesi, di prestare loro assistenza per il conseguimento dei loro fini di conservazione e di cultura artistica, e di formare una elevata categoria di collezionisti e intenditori d’arte.

Per l’attuazione di tale scopo l’Associazione intende:
a) provocare dirette donazioni ai Musei di opere d’arte di indiscusso valore, le quali arricchiscano e completino le collezioni già in essi adunate;
b) curare la raccolta dei mezzi finanziari necessari sia per acquistare suppellettile artistica degna dei Musei cittadini, sia per intervenire in loro sussidio;
c) promuovere conferenze, visite alle collezioni pubbliche e private italiane, esposizioni temporanee e permanenti, attività finalizzate alla conoscenza e all’aggiornamento circa le discipline artistiche e museali dei personale direttivo e docente delle scuole e degli studenti, in una parola, tutte le iniziative necessarie per tenere viva la cultura artistica sia per quanto riguarda l’arte antica che quella contemporanea.
L’Associazione non ha scopi di lucro.

 

ART. 3. L’Associazione è offerta a tutti coloro che, interessali alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividono lo spirito e gli ideali.
I soci si dividono in:
– Soci Ordinari, coloro che hanno superato i 25 anni di età;
– Soci Juniores, coloro che non hanno superato i 25 anni di età;
– Soci Benemeriti, coloro che, su proposta di almeno un socio, vengano nominati dal Consiglio di Amministrazione per particolari meriti artistici e/o storici.
Il Consiglio di Amministrazione può istituire altre categorie di soci nel rispetto delle leggi vigenti e stabilisce annualmente l’ammontare delle quote sociali al cui versamento sono tenuti indistintamente tutti gli associati. La quota vale per l’anno solare in cui è versata ed anche per l’anno solare successivo se il versamento avviene dopo il 1° novembre.
I soci non assumono alcuna responsabilità oltre l’importo delle rispettive quote.
La quota o il contributo associativo non è trasmissibile e non è soggetta a rivalutazione.
Chi intende aderire all’Associazione deve rivolgere espressa domanda al Consiglio di Amministrazione recante la dichiarazione di condividere le finalità che l’Associazione si propone e l’impegno ad approvarne e osservarne lo statuto e i regolamenti.
L’accettazione della domanda è deliberata dal Consiglio di Amministrazione.
L’adesione all’Associazione non può essere disposta per un periodo temporaneo e comporta per tutti gli associati di qualsiasi categoria facciano parte il diritto di voto nell’assemblea per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e per la nomina degli organi direttivi dell’Associazione.
Tutti i soci sono tenuti a rispettare le norme del presente statuto e dell’eventuale regolamento interno. In caso di comportamento difforme, che rechi pregiudizio agli scopi o al patrimonio dell’Associazione, il Consiglio di Amministrazione ha facoltà di deliberare l’esclusione del socio per gravi motivi.
Il socio che intende recedere deve comunicarlo per iscritto al Consiglio di Amministrazione almeno tre mesi prima della fine dell’anno solare. In caso diverso il rapporto associativo si intende rinnovato per l’anno successivo.
I soci recedenti od esclusi o che comunque abbiano cessato di appartenere all’Associazione non possono ripetere i contributi versati e non hanno alcun diritto sul patrimonio.

 

ART. 4. Il patrimonio dell’Associazione è costituito da titoli di stato e obbligazioni per un valore complessivo non inferiore a Lire 100.000.000 (centomilioni) titoli tutti depositati presso istituti bancari.
Tale patrimonio potrà essere incrementato da eredità, legati e donazioni con tale specifica destinazione e da ogni altra entrata destinata per deliberazione del Consiglio ad incrementarlo.
Spetta al Consiglio decidere gli investimenti del patrimonio.
I redditi del patrimonio ed ogni entrata non destinata ad incrementarlo, ivi comprese le quote associative, i contributi pubblici o privati ed i proventi di eventuali iniziative promosse dal Consiglio, costituiscono i mezzi per lo svolgimento delle attività istituzionali.
All’Associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione stessa, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.

 

ART. 5. Sono organi dell’Associazione:
a) l’Assemblea dei soci;
b) il Consiglio di Amministrazione;
o) il Presidente e i Vice Presidenti;
d) il Collegio dei Revisori.

 

ART. 6. L’Assemblea generale è costituita da tutti i soci di cui all’art. 3 ed è ordinaria o straordinaria. L’Assemblea generale ordinaria è convocata una volta all’anno dal Consiglio di Amministrazione entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale. Ad essa devono essere sottoposti:
a) la relazione del Consiglio di Amministrazione sull’andamento economico, culturale ed artistico dell’ Associazione;
b) il bilancio dell’esercizio sociale;
c) la nomina del Consiglio di Amministrazione;
d) la nomina del Collegio dei Revisori;
e) gli altri argomenti che siano proposti all’ordine del giorno.

 

ART. 7. L’Assemblea generale straordinaria è convocata ogni volta che il Consiglio di Amministrazione lo ritenga opportuno o quando gliene sia fatta richiesta motivata e sottoscritta da almeno un decimo degli associati.

 

ART. 8. Le convocazioni dell’Assemblea sono fatte mediante lettera spedita a ciascuno dei soci almeno cinque giorni prima di quello fissato per la riunione.

 

ART. 9. Ogni socio ha diritto ad un voto.
Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza assoluta dei voti, e con la presenza di almeno la metà dei soci. In seconda convocazione (che non può aver luogo prima del giorno successivo) le deliberazioni sono valide qualunque sia il numero degli intervenuti.
Per l’elezione alle cariche sociali basta la maggioranza relativa.
Le deliberazioni dell’assemblea portanti modifiche dello statuto in prima convocazione dovranno essere prese con la presenza di più della metà dei soci e con la maggioranza dei voti dei presenti; in seconda convocazione le deliberazioni saranno valide se prese con la presenza di almeno un terzo dei soci e con la maggioranza dei voti dei presenti.
Occorre la presenza e il voto favorevole di almeno i tre quarti dei soci sia in prima che in seconda convocazione per le delibere circa lo scioglimento anticipato dell’Associazione e la devoluzione del suo patrimonio.
Ogni socio può farsi rappresentare da altro socio anche mediante semplice delega scritta sulla lettera d’invito.
Delle deliberazioni assembleari e del bilancio approvato deve essere data pubblicità mediante affissione del relativo verbale e documento presso la sede.

 

ART. 10. L’Associazione è amministrata da un Consiglio di Amministrazione, composto da sette a diciassette persone nominate ogni tre anni dall’Assemblea dei soci, al quale spettano indistintamente tutti i poteri, sia di ordinaria che di straordinaria amministrazione, con facoltà di opportunamente delegare i poteri stessi e la firma sociale ad uno o più dei soci componenti.
Il Consiglio è rieleggibile.
Venendo a mancare uno o più consiglieri durante l’esercizio sociale, il Consiglio di Amministrazione può sostituirli interinalmente sino alla prossima assemblea.
Gli Amministratori non assumono responsabilità personale.

 

ART. 11. Il Consiglio elegge nel suo seno un Presidente, due Vice Presidenti e un Segretario, anche estraneo; tutti durano in carica tre anni.
Spetta al Presidente la rappresentanza della Associazione in giudizio e di fronte a qualsiasi terzo. La firma sociale spetta al Presidente e, congiuntamente, ad uno dei Vice Presidenti ed un Consigliere.

 

ART. 12. II Consiglio è convocato dai Presidente o dai Vice Presidenti e, per loro incarico, dal Segretario, mediante invito spedito almeno cinque giorni prima dell’adunanza (salvo i casi d’urgenza) e contenente l’ordine del giorno.
Esso deve essere convocato quando almeno un terzo dei Consiglieri ne faccia richiesta con l’indicazione degli argomenti da trattarsi.
Per la validità delle riunioni del Consiglio occorre l’intervento della maggioranza dei Consiglieri.
Esso è presieduto dal Presidente e, in difetto, da chi sia nominato dalla maggiornaza dei Consiglieri.
In caso di parità di voti prevale il voto di chi presiede.

Delle riunioni viene redatto verbale a cura del Segretario.

 

ART. 13. Spetta al Consiglio di decidere insindacabilmente sull’ammissione dei soci, a qualsiasi categoria essi appartengano.

 

ART. 14. Il Consiglio può stabilire e modificare un regolamento dell’Associazione.

 

ART. 15. L’esercizio sociale si chiude al 31 dicembre di ogni anno.
Il Consiglio deve redigere il bilancio consuntivo, il quale deve contenere, tra l’altro, le singole voci di spesa e di entrata relative all’esercizio sociale.
Il bilancio deve essere depositato presso la sede dell’Associazione entro i 15 giorni precedenti la seduta dell’assemblea che intende approvarlo, per essere consultato da ogni associato.
Il bilancio predisposto dal Consiglio è esaminato dal Collegio dei Revisori, composto di tre membri scelti tra i soci, che ne riferisce all’assemblea.

 

ART. 16. La durata dell’Associazione è fissata sino al 31 (trentuno) dicembre 2050 (duemilacinquanta).
In caso di scioglimento per qualunque causa, l’Associazione ha l’obbligo di devolvere il patrimonio ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della Legge 23 dicembre 1996 n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

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